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Scambio di Coppia

Orgia nella Piscina del Peccato


di Xiqu
17.08.2025    |    3.567    |    1 9.1
"“Cazzo, che serata, ” mormorai, mentre Laura mi accarezzava il cazzo, già pronta per il prossimo round..."
Era un sabato sera d’estate, l’aria afosa e carica di promesse peccaminose, con un cielo stellato che sembrava strizzare l’occhio ai nostri cazzi duri e alle fighe già fradice. Io e la mia troia, Laura, eravamo stati invitati a casa di Carlo e Marta. Ci avevano contattato su un’app per scambisti, mandandoci foto che ci avevano fatto schizzare il sangue dritto nei coglioni: Marta con due tette naturali da urlo, così grosse che sembravano esplodere dal bikini, e Carlo con un cazzo tozzo e largo che prometteva di spaccare culi senza pietà. “Venite alla nostra piscina,” ci aveva scritto Marta, con una foto della sua figa depilata che luccicava sotto il sole. “Vi faremo squirtare come fontane.” Come cazzo potevamo dire di no?

Arrivammo a casa loro, una villa con una piscina illuminata da luci a led colorate che trasformavano l’acqua in un lago di lussuria. L’atmosfera era già bollente: musica house che pompava come un cuore arrapato, e l’odore di cloro mischiato a quello di olio da massaggio e champagne. “Porci, siete arrivati!” ci accolse Marta, nuda sotto un pareo trasparente che lasciava vedere i suoi capezzoli duri come chiodi e il suo culo tondo che implorava di essere sculacciato. “Preparatevi a farvi scopare l’anima,” ghignò Carlo, stringendomi la mano mentre il suo cazzo largo già tendeva i boxer. Laura, la mia puttana, si leccò le labbra, le sue tette strabordanti che ballavano nel top attillato. “Fammi vedere quel cazzo, stallone,” gli disse, e io sentii il mio uccello pulsare, pronto a esplodere.

Ci spogliammo senza perdere tempo, i nostri corpi nudi che brillavano sotto le luci della piscina. Marta e Laura erano uno spettacolo: tette enormi, naturali, che rimbalzavano a ogni movimento, capezzoli turgidi che gridavano “succhiami!” e culi così perfetti che ti veniva voglia di inginocchiarti e leccarli per ore. Io e Carlo ci guardavamo, i nostri cazzi larghi e tozzi già duri come cemento, pronti a sfondare. “Cominciamo con un bel gioco,” disse Marta, afferrando una bottiglia di champagne ghiacciata. “Questa troia vuole qualcosa di speciale,” ammiccò, sdraiandosi su un lettino da piscina e spalancando le cosce. La sua figa rasata brillava, già bagnata, e lei si infilò il collo della bottiglia dentro la passera con un gemito da maiala. “Oh, cazzo, è freddo!” urlò, mentre iniziava a scoparsi con la bottiglia, agitandola come una pazza. “Guardate questa puttana!” rise Carlo, accarezzandosi il cazzo mentre l’acqua della piscina rifletteva i suoi movimenti. Laura, non da meno, si inginocchiò accanto a Marta, leccandole i capezzoli e sussurrandole: “Agita quella cazzo di bottiglia, troia, fammi vedere come squirti!” Marta obbedì, spingendo e ruotando la bottiglia finché un getto di liquido misto a champagne le esplose dalla figa, schizzando ovunque come una fontana oscena. “Cazzo, sì!” urlò, il corpo scosso da spasmi mentre Laura le infilava due dita nel culo, facendola urlare ancora più forte.

Non potevamo resistere. Io e Carlo ci avvicinammo, i nostri cazzi larghi pronti a devastare. “Voglio quel culo,” ringhiai, sputando sul buco stretto di Marta mentre lei si girava a pecorina. “Fottimi, porco!” mi implorò, e io le infilai il cazzo nel culo con un colpo secco, sentendo la sua carne calda stringermi come una morsa. Ogni spinta faceva sobbalzare le sue tette enormi, e lei gemeva come una cagna in calore. “Dammi di più, stallone!” urlava, mentre Carlo si occupava di Laura. “Apri quella figa, troia,” le ordinò, infilandole due cazzi larghi nella passera contemporaneamente, usando le dita per allargarla. Laura urlava di piacere, le sue tette che ballavano mentre si faceva scopare, la figa che grondava succhi. “Cazzo, è troppo largo!” gridava, ma i suoi occhi da maiala dicevano che ne voleva ancora.

Poi, dal nulla, arrivò un vecchio sulla sessantina: era il guardiano avvisato dai vicini preoccupati per le (nostre) urla. Aveva una faccia da nonno ma un cazzo che, a sorpresa, si rivelò largo e pronto a combattere. “Che cazzo succede qui?” borbottò, ma i suoi occhi tradivano un’erezione che non vedeva l’ora di esplodere. “Vieni, nonno, facci vedere che sai fare!” lo provocò Marta, strisciando verso di lui con le tette che dondolavano. Lei e Laura lo accerchiarono come due predatrici, spogliandolo in un attimo. “Guarda questo cazzo, sembra un tronco!” rise Laura, afferrandolo con una mano mentre Marta gli leccava le palle. Lo spompinarono con una dolcezza perversa, alternando lingue lente e succhiate decise. “Cazzo, ragazze, non ho mai avuto un pompino così!” gemeva il vecchio, il suo cazzo largo che pulsava nella loro bocca. Le due maiale si alternavano, ingoiandolo fino in gola, leccando ogni centimetro, succhiando le palle con una dedizione che lo faceva tremare. Impiegò un’eternità a venire, sfiancando le due troie che però non si arresero, succhiando e leccando come ossesse. Quando finalmente esplose, fu un’eruzione di sperma: un getto infinito che riempì la bocca di entrambe, colando sulle loro tette mentre loro lo ingoiavano avidamente. “Cazzo, nonno, sei una fontana!” rise Marta, succhiandogli ancora il cazzo per estrarre ogni goccia di sborra, mentre Laura si passava la lingua sulle labbra, soddisfatta.

La notte continuò con altri amplessi selvaggi. Marta si fece sfondare il culo da me e dal vecchio contemporaneamente, urlando: “Sì, riempitemi, porci!” mentre Laura prendeva il cazzo di Carlo in bocca, succhiandolo con una voracità che lo fece venire due volte. La piscina si trasformò in un bordello acquatico, con schizzi di sborra e succhi che si mescolavano all’acqua clorata.


A notte inoltrata, esausti ma soddisfatti, io e Laura salutammo Carlo e Marta, le loro tette e culi ancora impressi nella nostra mente. “Tornate presto, maiali,” ci gridò Marta, mentre Carlo ci strizzava l’occhio, il cazzo ancora mezzo duro. Mentre guidavamo verso casa, stanchi ma con il sangue che ancora bolliva, vedemmo due ragazze ferme sul ciglio della strada, accanto a una macchina in panne. Erano sorelle, due bombe sexy vestite da prostitute per una festa in maschera: latex nero che aderiva ai loro corpi come una seconda pelle, tacchi a spillo, e trucco pesante che urlava “scopaci”. “Serve aiuto, troiette?” chiese Laura, sporgendosi dal finestrino con un sorriso da predatrice. “Portateci a casa e vi ringrazieremo generosamente,” rispose una delle due, una mora con tette da capogiro e un culo che implorava di essere sculacciato.

Le caricammo in macchina, e l’aria si riempì di tensione sessuale. “Siete due maiali, vero?” chiese la bionda, leccandosi le labbra mentre si strusciava contro di me. Arrivati a casa nostra, non persero tempo. La mora si spogliò, rivelando un corpo da dea: tette naturali strabordanti e una figa rasata che luccicava. “Fottimi la figa con due cazzi,” mi ordinò, mentre Laura si occupava della bionda, infilandole tre dita nel culo e facendola urlare: “Cazzo, sì, spaccami!” Io e la mora ci unimmo in un groviglio di carne, il mio cazzo largo e quello di un dildo che Laura le infilava nella passera, scopandola fino a farla squirtare come una fontana. La bionda, nel frattempo, succhiava il clitoride di Laura, gemendo: “Sei una troia divina!” La notte si concluse con un’orgia che ci lasciò sfiniti, i corpi delle sorelle coperti di sborra e succhi, i loro vestiti da prostitute strappati sul pavimento. “Cazzo, che serata,” mormorai, mentre Laura mi accarezzava il cazzo, già pronta per il prossimo round.
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